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Che cos’è il coaching: facciamo chiarezza

CHE COS’È IL COACHING

INTRODUZIONE

L’articolo che stai per leggere ha come obiettivo quello di farti capire meglio che cos’è il coaching, cosa non è, quale sia il ruolo di un coach, in quali ambiti può essere funzionale e quali sono i benefici che ne ricavi.

Infatti, quasi ogni persona a cui dico che sono un Mental Coach, mi guarda un po’ sorpresa e mi dice: “Ho sentito spesso parlare di coaching, ma cos’è?“.

Forse, allora, è bene spiegare di che cosa stiamo parlando e perché il coaching è utile a chi vuole migliorarsi.

Quindi, cominciamo ad esplorare più nel dettaglio questo fantastico mondo.

Sei pronto? Iniziamo!

CHE COS’É IL COACHING

Persona confusa del coaching
Il coaching? Cos’è?

Partiamo, come sempre, dalle cose “ufficiali”.

La definizione ufficiale: l’International Coach Federation definisce il Coaching come una partnership con i clienti che, attraverso un processo creativo, stimola la riflessione, ispirandoli a massimizzare il proprio potenziale personale e professionale.

L’Associazione Coaching Italia, invece, definisce il coaching, una metodologia che si basa su una relazione di partnership paritaria (tra il Coach e il suo Cliente) che, attraverso un rapporto commerciale (di espressa natura contrattuale), mira a riconoscere, sviluppare e valorizzare le strategie, le procedure e le azioni, utili al raggiungimento di obiettivi operativi collocati nel futuro del cliente.

Chiaro ma non chiarissimo, giusto?

Adesso ti spiego meglio.

Bene, quelle che hai letto sopra sono le definizioni che chiunque può trovare andando su Wikipedia.

Tutte le altre definizioni che si possono trovare nel web sono dello stesso calibro e, purtroppo, la maggior parte di queste si concentra sul come si svolge e si realizza il coaching senza dire, nel concreto, che cosa sia.

È passato quasi un anno dalla fine del mio primo percorso certificato di Coaching e di PNL (Programmazione Neuro Linguistica) presso una delle scuole più rinomate d’Italia e poco più di tre mesi dalla fine del mio secondo Master In Coaching, presso un’altra rinomata scuola italiana.

Si sa, chi smette di aggiornarsi e di imparare, si ferma.

Durante questi due anni ho avuto modo di confrontarmi con professionisti di altissimo calibro che sono stati in grado di passarmi la vera essenza del coaching, che ora passerò a te in questo articolo.

Io, con questo articolo, ti voglio far capire che cos’è il coaching, per me.

Trovare una definizione chiara, concisa e colorita sembra una missione per Ethan Hunt (Tom Cruise nel film “Mission Impossible”, se te lo stessi chiedendo).

Infatti, a seconda del campo di applicazione (personale, sportivo, professionale, ecc.) il coaching assume diverse colorazioni e trovare una definizione chiara e globale sarebbe, forse, anche riduttivo.

Verso la fine dell’articolo ti spiegherò più nel dettaglio ogni ambito di applicazione del coaching.

Possiamo dire, per capirci subito, che il coaching è un percorso di cambiamento.

È difficile definirlo in altri modi.

È un progetto di crescita mirato, con traguardi specifici, che facilita il cambiamento, attraverso un percorso specifico.

Il cliente è responsabile di ogni suo passo, il Coach ha il compito di guidarlo, allenarlo, stimolarlo e lo aiuta a diventare consapevole dei suoi obiettivi e a realizzarli al meglio.

Per me, il coaching è uno stile di vita.

Ogni giorno mi trovo nella situazione costante di accorgermi che sto vivendo in un modo molto diverso rispetto al passato.

Se prima di conoscere, studiare ed applicare questa disciplina, il mio atteggiamento era caratterizzato da visioni negative sulla vita, rinunciatarie e piene di paura, oggi la questione è molto differente.

Mi ricordo il modo in cui mi atteggiavo alla vita, alle cose che mi capitavano e a tutte quelle domande che non trovavano mai risposta.

Un’adolescenza, come per molti, passata all’insegna della frustrazione, dell’insicurezza e dell’ansia da prestazione.

Capiamoci: sarei un ipocrita a dire che queste cose siano sparite del tutto. Siamo esseri umani, con i nostri pregi ed i nostri difetti, e queste sono tematiche che possono avere radici profonde.

Probabilmente, 2 anni non sono sufficienti per rimediare totalmente. Infatti, e di questo ne sono estremamente convinto, il miglioramento personale è un viaggio che non ha, e non avrà, mai fine.

Puoi migliorarti ogni giorno, ogni minuto ed ogni secondo che passa, sempre di più, un passo alla volta, fino alla fine.

Lascio agli altri la convinzione di essere i migliori, per me tengo la certezza che nella vita si può sempre migliorare. (Marilyn Monroe)

Al di là di tutto, il coaching è volto al miglioramento della persona, in quasi tutti i suoi aspetti e ambiti di applicazione.

Infatti, con il coaching puoi risolvere i problemi e puoi raggiungere i tuoi obiettivi, attraverso un’attenta analisi della situazione attuale, dei modi per possibili per riuscirci e su come raggiungere quanto vogliamo, migliorando in modo deciso e concreto la tua vita.

Su questo argomento ho scritto un e-book gratuito con cui puoi scoprire i 5 segreti che, secondo me, costituiscono le fondamenta per migliorare la propria vita.

Come ho detto prima, il coaching è uno stile di vita.

Si, perché ti permette di vivere meglio, al massimo e pienamente, senza farsi limitare dalle solite paturnie mentali che ci attanagliano ogni giorno, in ogni situazione.

Infatti, attraverso i principi del coaching e della PNL (Programmazione Neuro Linguistica) puoi vedere il mondo con occhi diversi, in modo più utile e più produttivo.

Con il coaching, capisci che sei tu ad avere il controllo e capisci che puoi reagire in modo utile agli eventi, piacevoli e spiacevoli, che possono capitare durante tutto l’arco di vita su questo pianeta.

In buona sostanza, il coaching è capire come passare dalla situazione attuale alla situazione desiderata, in ogni ambito della vita di una persona, attraverso strumenti pratici volti a facilitare questo percorso e volti a rendere duraturo il cambiamento.

Ma la comprensione di che cos’è il coaching non si ferma qui.

Il coaching è molto altro.

Il coraggio di conoscere se stessi è un coraggio raro; e sono molti quelli che che preferiscono incontrare il loro acerrimo nemico in campo aperto, piuttosto che il proprio cuore nell’armadio.  (Anonimo)

Il coaching è consapevolezza.

La consapevolezza di sapere chi sei, che cosa vuoi e dove vuoi andare.

Conoscere i tuoi punti di forza, i tuoi punti di debolezza, in cosa sei bravo e in cosa puoi migliorare.

Essere consapevole di dove sei oggi rispetto alla tua destinazione.

Capire se la tua destinazione è quella giusta per te.

Diventare consapevole di ciò che è dentro di te, di ciò che è all’esterno di te.

Insomma, una consapevolezza a 360°.

Nel coaching i presupposti sono la conoscenza e la consapevolezza di sé, delle proprie risorse e delle aree che possono essere migliorate.

Si tratta di focalizzare mete specifiche per trovare le strategie più adeguate al fine di raggiungerle.

Può darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla. (Martin Luther King)

Il coaching, inoltre, è responsabilità.

Quando ci prendiamo la responsabilità delle nostre azioni, qualsiasi azione, aumenta anche il nostro impegno e, di conseguenza, aumenta anche la nostra performance, accrescendo esponenzialmente le possibilità di riuscita.

Infatti, il miglioramento personale nasce e parte tutto da queste due parole.

Consapevolezza e responsabilità.

Se sei consapevole, puoi essere responsabile delle tue azioni, e se sei responsabile delle tue azioni puoi tranquillamente compiere le azioni più utili al fine di raggiungere ciò che vuoi.

Semplice.

Infatti, il coaching ha proprio l’obiettivo di aiutare la persona, o un gruppo di persone (Team Coaching), ad acquisire una maggiore consapevolezza e responsabilità di sé stessi e/o a superare barriere che ostacolano il miglioramento della performance ed il raggiungimento dei loro obiettivi.

Hai presente tutti i pensieri negativi, demotivanti e affossanti che di solito abbiamo in testa quando vogliamo raggiungere qualcosa che ci interessa? Che sia un nuovo lavoro, una nuova relazione, un nuovo traguardo sportivo.

Le classiche frasi del “non sono bravo abbastanza”, “non sarò mai in grado di...”, “non sono all’altezza”, “gli altri sono meglio di me”, ecc.

E proprio questo concetto viene riassunto nella famosa frase di un signore che (dicono) ne sapesse di Coaching, ossia T. Galloway:

“C’è sempre un gioco interiore in corso nella nostra mente, non importa in che altro gioco siamo impegnati. Il modo in cui lo affrontiamo è quello che spesso fa la differenza tra il nostro successo e il nostro fallimento”.

Pensaci.

Quanto sarebbe bello riuscire ad avere degli strumenti utili e pratici per zittire quella dannata vocina dentro di noi?

Lo scopo del coaching è quello di tirare fuori e di sviluppare le potenzialità personali proprio attraverso strumenti che ti permettano di elaborare ed identificare i tuoi obiettivi, rafforzare la tua efficacia e la tua prestazione.

Ogni persona ha delle potenzialità latenti, te compreso, anche se a volte può capitare di non vederle, sentirle o percepirle; l’obiettivo del coach è quello di aiutare le persone a scoprirle ed insegnare come utilizzarle.

Con la guida del coach, attraverso un processo autonomo di apprendimento, con l’allenamento costante e la valorizzazione delle potenzialità personali, la persona viene accompagnata verso il suo massimo rendimento.

Non sarebbe fantastico se fossimo in grado di decidere e creare la vita che abbiamo sempre voluto, alle nostre condizioni e con le nostre forze e qualità?

Infatti, sentirsi capaci di plasmare la nostra esistenza ci dà un piacere profondo e una grande energia, mentre l’allenamento progressivo rafforza le nostre capacità, rispettando il tempo che ci serve per accogliere un modo nuovo di vedere, sentire, pensare, desiderare ed agire.

Nel mio e-book gratuito ho parlato proprio dei 5 elementi che, secondo me, costituiscono le fondamenta per migliorare la propria vita e plasmare la nostra esistenza. È un piccolo passo, ma di enorme valore.

Inoltre, il Coaching è uno strumento altamente efficace che aiuta le persone a far quadrare il bilancio della propria vita privata o professionale, a migliorare i rapporti con gli altri, scoprendo le strategie più adeguate a raggiungere i propri obiettivi.

Grazie all’attività svolta dal coach, sarai in grado di apprendere ed elaborare le tecniche e le strategie di azione che ti permetteranno di migliorare sia le performance che la qualità della tua vita.

COSA NON È IL COACHING

strada sbagliata
strada sbagliata

Fino ad ora abbiamo capito che cos’è il coaching: una metodologia per lo sviluppo personale, per il miglioramento continuo, uno stile di vita.

A volte, per capire qualcosa, è utile capire anche che cosa non è.

Allora, adesso, voglio farti capire che cosa non è il coaching.

Per fare questo, mi concentrerò sulla figura del coach e ti spiegherò che cosa non è un coach. In questo modo, capirai anche che cosa non è il coaching.

Iniziamo con il classico esempio: “Ah, sei un Mental coach! Ottimo, sei un motivatore!

… NO!

Il Mental Coach non è un motivatore, sarebbe veramente riduttivo.

O meglio, è anche un motivatore ma non solo. E non nel modo che intendono in molti.

Ci sono, ovviamente, casi in cui si parla di motivazione. La motivazione, infatti, è un elemento fondamentale per riuscire a raggiungere i propri obiettivi. Altrimenti, si resta fermi dove si è.

Ma il discorso è leggermente diverso da come lo intende la maggior parte delle persone.

Infatti, il coach non ti dà la motivazione. La motivazione non è qualcosa di preconfezionato che trovi sugli scaffali del supermercato.

Il coach, se mai, ti aiuta a trovare la tua motivazione per ciò che desideri fare e raggiungere nella tua vita.

Andiamo avanti.

 

Il coach non è uno psicologo.

Quante volte mi sono sentito dire la frase “Ah, quindi sei tipo uno psicologo!”.

Anche qui… NO!

La differenza sostanziale tra lo psicologo e il coach è che quest’ultimo è concentrato sul futuro e non sul passato, si focalizza sul come e non sul perché delle cose, per formare e raggiungere i propri obiettivi, aumentando la performance e le risorse personali.

Il coaching, infatti, non può essere utilizzato come terapia sostitutiva in caso di patologie psichiche particolari o legate a disturbi della personalità, per le quali la figura più indicata è lo psicologo/psicoterapeuta.

Il coaching, infatti, si basa su approcci che lo differenziano dall’ambito psicoterapeutico, in quanto si cerca di raggiungere risultati non di tipo clinico, ma utili all’accrescimento professionale e delle proprie potenzialità, tramite modelli specifici.

 

Infine, il coach non è un consulente.

Il consulente è colui che è esperto del settore di riferimento, elargisce consigli basati sulla sua esperienza personale. In questo modo, ti dice che cosa fare, senza che però questo ti porti ad un miglioramento della consapevolezza e della responsabilità. È un po’ come prendere una medicina che cura i sintomi, non le cause.

 

A CHI È RIVOLTO IL COACHING

Per chi è il coaching
Per chi è il coaching

Come hai già avuto modo di leggere, il coaching può essere (e lo è) utile in ogni campo e settore della vita privata, professionale e sportiva.

Chi si può rivolgere ad un coach ed iniziare un percorso di coaching?

Praticamente, chiunque senta dentro di sé il desiderio di migliorare la propria vita, vivendo con maggiore soddisfazione, risolvendo i propri problemi in modo preciso e strutturato, raggiungendo, di conseguenza, i propri sogni ed obiettivi.

Questo significa che genitori, adolescenti, imprenditori, manager, insegnanti, atleti e tutti coloro che desiderano migliorare le performance e raggiungere obiettivi particolarmente impegnativi possono richiedere il supporto di un coach.

Durante un percorso di coaching, il coach guida le persone, a volte fornendo delle competenze specifiche, a volte fornendo un punto di vista diverso ed esterno da cui guardare la situazione, a volte (spesso) scavando e facendo affiorare elementi che fanno aumentare la chiarezza e la consapevolezza, per poter navigare verso i propri obiettivi in completa autonomia e raggiungerli.

L’attività di coaching, quindi, è spesso affiancata da un termine che ne identifica i destinatari.

Giusto per farti capire meglio, ti voglio spiegare brevemente alcuni dei più importanti ambiti che identificano il coaching.

 

Life Coaching: in questo caso, si rivolgono ad un life coach quelle persone che hanno il desiderio di migliorare, di risolvere un problema che li attanaglia da tempo, o di raggiungere un obiettivo che hanno in mente da anni.

Più generalmente, quelle persone che sentono di dover risolvere e migliorare qualcosa nella propria vita, che sia un problema di autostima, coraggio, bilanciamento delle diverse aree della vita, prendere decisioni importanti in linea con il proprio essere.

La lista è lunghissima, roba forte!

In sostanza, il coach allena la persona a sviluppare il suo potenziale latente al fine di vivere con più soddisfazione la sua esistenza, a darsi obiettivi concreti allineati ai propri valori personali e a raggiungerli con motivazione.

Per iniziare a capire come rendere la tua vita migliore, puoi scaricare il mio e-book gratuito.

 

Parent Coaching: questa branca del coaching ha l’obiettivo di supportare i genitori durante la crescita del loro bambino.

Si sa, non si nasce genitori, spesso capita di trovarsi in un mare in tempesta e non si sa come comportarsi. Ci vogliono determinate competenze, c’è bisogno di sapere crescere il bambino anche emotivamente e sapere come crescerlo in modo tale che diventi autonomo e pieno di fiducia in sé stesso.

Lo stesso discorso vale anche per gli educatori e per chiunque abbia a che fare con i bambini ed i ragazzi.

 

Business Coaching: attraverso strumenti di coaching, si può rivolgere ad un coach l’imprenditore che vuole dare una rinfrescata alla propria azienda, migliorare una parte del proprio business e risolvere i problemi che frenano la crescita aziendale.

 

Sport Coaching: questa branca del coaching mira ad aiutare lo sportivo, sia amatore che professionista, a raggiungere i risultati per cui sia allena duramente, eliminando le cosiddette interferenze interne (Es: dialogo interno demotivante, convinzioni depotenzianti, sapere gestire le proprie emozioni e gli stati d’animo) per riuscire sempre a dare il meglio di sé.

 

Team Coaching: in questo caso, un coach può aiutare ogni team, gruppo o squadra (sia di lavoro, che sportiva, che di ogni tipo) per far sì che non ci siano attriti tra le persone e permettere alle stesse, con sintonia, di raggiungere risultati straordinari.

 

In sostanza, a seconda del tipo di problema da risolvere o di obiettivo da raggiungere, il coach assume una denominazione differente.

Ma i principi del coaching sono sempre presenti.

Quindi, ad esempio, se vuoi migliorare qualcosa della tua vita personale ti rivolgerai ad un life coach; se vuoi raggiungere un obiettivo come genitore/educatore ti affiderai ad un Parent Coach; se vuoi migliorare la tua azienda ti affiderai ad un Business Coach; se vuoi migliorare le tue prestazioni sportive ti affiderai ad uno Sport Coach e, infine, se vuoi creare dei team coesi, affiatati e funzionali ti puoi rivolgere ad un Team Coach.

Considera che ogni cosa che vogliamo ottenere è un obiettivo, e, quindi, un coach ti può essere utile per raggiungerlo nel modo migliore, che è il tuo e tuo soltanto.

 

IL RUOLO DEL COACH

Mental Coaching
Mental Coaching

Un ultimo aspetto da considerare è il ruolo che il coach ha nei confronti del proprio cliente.

Si sente spesso dire che un elemento distintivo del coaching è che un coach è un facilitatore di processo e non di contenuto, che interviene in modo “neutro” in una relazione.

Infatti, un coach non indirizza, non consiglia, ma facilita il cliente in una scoperta autonoma delle “proprie” soluzioni e verità.

Il coach non ti dirà mai che cosa fare, non ti dirà mai come sarebbe meglio affrontare quella determinata questione. Non si sostituirà mai a te.

Piuttosto, ti aiuterà a scavare, a rimuovere la nebbia che puoi avere in testa, ti aiuterà a capire che cosa sia giusto per te e solo per te.

So che molte persone vogliono la classica pappa pronta, vogliono sentirsi dire che cosa fare, quando e come farlo.

Ma, purtroppo, in questo modo, non si cresce.

E, anzi, mi viene da dire che si regredisce.

Piano piano, a furia di fare le cose consigliate dagli altri, perdiamo fiducia in noi stessi e la capacità di pensare con la nostra testa.

Soprattutto, perdiamo la capacità di agire in modo allineato alla persona che siamo e a ciò che abbiamo dentro.

Come diceva Ligabue (cantante che adoro, per inciso):

Questa è la mia vita, se ho bisogno te lo dico, sono io che guido, io che vado fuori strada, sempre io che pago…”.

E, infatti, questa è una regola aurea per chiunque voglia guidare un cambiamento che sia efficace, che promuova e che supporti nel tempo gli sforzi di chi ha deciso di cambiare.

Noi siamo, sia in positivo che in negativo, il frutto di un allenamento quotidiano e costante, fisico, psicologico, emotivo, spirituale, sociale.

Quando riconosciamo questo fatto abbiamo a disposizione uno strumento potente: possiamo infatti governare noi stessi, scegliere chi vogliamo essere e allenarci a diventarlo, per vivere una vita non solo felice, ma piena di significato.

Per questo l’allenamento è lo strumento operativo per eccellenza del coaching, e il coach è un vero e proprio allenatore di potenzialità e consapevolezza, che trasforma le nostre risorse in leve di cambiamento al servizio dei nostri obiettivi.

Il lavoro del coach, quindi, investe il ragionamento e propone, essenzialmente, di cambiare abitudini poco funzionali al vivere la vita con soddisfazione, in favore di nuovi comportamenti positivi.

Per rendere ancora più chiaro il concetto che ti ho appena illustrato, voglio concludere con una frase di Socrate (il quale interrogava gli altri con delle domande, dialogando con essi e stimolando i suoi interlocutori, senza mai fornire però risposte preconfezionate).

Egli affermava che

Da me non hanno mai imparato nulla, ma sono loro, che, da sé stessi, scoprono e generano molte belle cose”.

CONCLUSIONI

Risultati
Risultati

Bene, l’articolo sta per giungere al termine.

Abbiamo visto che cosa è il coaching, che cosa non è, a chi è rivolto e che ruolo ha il coach nel rapporto con la persona.

Adesso che sai, che conosci e hai capito che cosa è il coaching, immagino che tu abbia già iniziato a pensare a tutti i modi in cui può esserti utile un coach per migliorare la tua vita, risolvendo quel problema o raggiungendo quel sogno che hai da tempo nel cassetto.

È ora di affrontare ciò che deve essere affrontato ed è ora di aprire il cassetto dei sogni ed iniziare a lavorare per rendere la tua vita straordinaria ed alle tue condizioni, con coraggio, perseveranza ed impegno.

La vita che vuoi è lì, davanti a te.

Basta spazzare via le scuse, le paure e gli ostacoli.

Se è importante, troverai un modo. Altrimenti, troverai una scusa.”

Spero che l’articolo sia stato di tuo gradimento e che ti abbia permesso di fare chiarezza su questa nuova figura professionale che, almeno in Italia, è ancora all’inizio.

Se la cosa ti ha interessato ed hai già pensato a come puoi migliorare la tua vita, se vuoi scoprire più nel dettaglio come il coaching può esserti utile nel tuo caso concreto, sentiti libero di scrivermi e di contattarmi.

Oggi c’è ancora molta disinformazione sulla cultura del coaching e a questo mondo abbiamo bisogno di persone felici, realizzate e serene. Ed il coaching ha un ruolo importante in questo.

Per questo motivo, ti chiedo di condividere l’articolo con più persone possibile e di aiutarmi a diffondere la cultura del coaching.

Nel frattempo, ti metto a disposizione gratuitamente il mio e-book con cui puoi scoprire quali sono i 5 segreti, secondo me, per migliorare la qualità della tua vita.

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