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Stare a contatto con la natura: 5 motivi per cui dovresti cominciare

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Stare a contatto con la natura: 5 motivi per cui dovresti cominciare.

Ho sempre sentito una connessione speciale con la natura. Infatti, stare a contatto con la natura mi fa sentire leggero, in pace con me stesso, tranquillo ed in armonia con il mondo.

Immagina.

Distese erbose verdissime, montagne appuntite, la luce che si riflette sull’acqua dei laghi di montagna, così limpida da sembrare invisibile.

Il cielo azzurro, le nuvole bianchissime, che sembrano batuffoli di cotone.

Il silenzio più totale, interrotto di tanto in tanto da qualche canto di uccellini o dal rumore del vento, che ti rilassa.

Il calore del sole, la freschezza del venticello, la sensazione di leggerezza che ti pervade tutto il corpo e la mente.

Ogni volta che mi ritrovo immerso in questo genere di paesaggi, ogni volta che riesco a stare a contatto con la natura, provo una fortissima sensazione di pace.

La pace dei sensi, come piace dire a me.

(Solo a ripensare a questi paesaggi mi viene voglia di fare lo zaino e partire subito!)

Ti sei mai chiesto perché la natura ha questo effetto?

Come mai ogni volta che scegliamo di stare a contatto con la natura ci sentiamo meglio, rigenerati, leggeri?

Come mai ogni volta ci fermiamo, chiudiamo gli occhi e respiriamo a pieni polmoni l’aria buona della natura, terminando con un immancabile sospiro che ci fa buttare via tutte le ansie ed i pensieri pesanti?

Col passare degli anni, con il progredire degli studi scientifici e con la presa di coscienza delle meravigliose sensazioni che si provano a stare a contatto con la natura, sono stati scoperti dei dati molto interessanti sugli effetti che porta lo stare a contatto con la natura.

Quando passiamo del tempo a contatto con la natura, in noi accade qualcosa di profondo.

David Strayer, psicologo cognitivista dell’Università dello Utah (U.S.A.), pensa che stare a contatto con la natura sia l’antidoto ai nostri problemi.

Sarebbe fantastico riuscire ad evitare e risolvere i problemi, fisici e mentali, che sono figli del nostro modo di vivere attuale, sempre di fretta, nel grigio del cemento delle città e tra le mura degli uffici dove, spesso, si passano intere giornate perdendosi le meraviglie della natura ed accumulando stress.

Beh, questo è possibile.

Infatti, stare a contatto con la natura è come dare una pulita al parabrezza della nostra mente. La mente si pulisce, si rilassa, si riposa.

Questo è quello che viene definito l’ “Effetto dei 3 giorni“: sospendere le attività inutili e trascorrere un po’ di tempo per stare a contatto con la natura, in un bell’ambiente naturale, non produce solo una sensazione di ristoro, ma migliora anche le nostre prestazioni mentali.

Per esempio, lo stesso Strayer ha portato alcuni studenti in campeggio per 3 giorni, i quali hanno mostrato (attraverso lo studio delle loro onde cerebrali) un miglioramento del 50% (!) della loro capacità di completare esercitazioni creative e di problem solving.

Il cervello umano è una macchina veramente fantastica, che però si affatica facilmente.

È stato ipotizzato che stare a contatto con la natura consenta al centro di comando del cervello (la corteccia prefrontale) di lavorare con meno intensità.

In pratica, mentre sta a contatto con la natura, la corteccia prefrontale si riposa, come un muscolo sovraffaticato.

 

I benefici dello stare a contatto con la natura

Stare a contatto con la natura porta numerosi benefici, sia fisici che mentali.

Per esempio, qualche mese fa ho scritto un articolo sui benefici che si ottengono dal praticare lo sport nella natura, invece che in città, e come questo può essere efficace per le prestazioni dello sportivo.

Vediamo, adesso, i 5 motivi per i quali dovresti cominciare, già da domani, a passare più tempo a contatto con la natura.

1) Migliora le nostre prestazioni mentali e aumenta la creatività

Durante il campeggio di 3 giorni, gli studenti di Strayer hanno mostrato un miglioramento del 50% (!) della loro capacità di completare esercitazioni creative e di problem solving.

Stephen Kaplan (scoprirai la sua teoria nelle righe successive) ed alcuni suoi colleghi hanno anche scoperto che una passeggiata di 50 minuti in un arboreto migliorava le capacità di attenzione esecutiva, come la memoria a breve termine, cosa che invece non si otteneva camminando in città.

2) Diminuisce la presenza di alcune patologie

Nel 2009, un gruppo di ricercatori olandesi ha accertato una diminuzione di patologie come la depressione, ansia, malattie cardiache, diabete, asma ed emicranie, unitamente ad una quantità inferiore di cortisolo (ormone dello stress) nelle persone che vivevano nel raggio di un chilometro da uno spazio verde.

3) Tranquillizza, migliora le prestazioni e rende più buoni

Le misurazioni degli ormoni dello stress, della respirazione, del ritmo cardiaco, e della sudorazione indicano che, anche quando è assunta in piccole dosi, e persino solo per immagini, la natura tranquillizza le persone e migliora le loro prestazioni.

Inoltre, alcuni ricercatori sud coreani hanno sottoposto alcuni volontari ad un test.

Alle persone è stato chiesto di guardare, nella prima fase, alcune immagini urbane.

I risultati sono stati: maggiore afflusso di sangue nella parte del cervello che gestisce la paura e l’ansia (amigdala).

Nella seconda fase, alle persone sono state mostrate alcune immagini della natura, che, invece, hanno provocato l’attivazione di due aree associate all’empatia e all’altruismo (corteccia cingolata anteriore e insula).

Questo può significare che stare a contatto con la natura ci renda anche più buoni, oltre che più tranquilli.

4) Diminuisce il livello di stress mentale, la pressione del sangue ed il ritmo cardiaco

Alcuni ricercatori britannici hanno analizzato i dati della salute mentale di 10 mila persone residenti in città.

Lo studio ha dimostrato che i soggetti che vivevano vicino a degli spazi verdi riportavano un minore livello di stress mentale.

Alcuni ricercatori giapponesi hanno mandato 84 volontari a camminare nei boschi, mentre altrettanti volontari hanno passeggiato nelle strade cittadine.

Il gruppo che ha passeggiato solo 15 minuti nel bosco ha riportato un calo del 16% dei livelli di cortisolo (ormone dello stress), un calo del 2% della pressione sanguigna e un calo del 4% del ritmo cardiaco.

5) Riduce la quantità di pensieri depressivi

Il gruppo di ricercatori dell’Università di Stenford hanno esaminato il cervello di 38 persone, dopo averle fatte camminare per 90 minuti in un grande parco o in una strada trafficata.

Coloro che hanno passeggiato nella natura hanno mostrato una attività minore dell’area del cervello che è legata ai pensieri depressivi.

Inoltre, le persone che hanno passeggiato nel parco hanno sostenuto che erano meno critici con se stessi.

È come se stare a contatto con la natura ci facesse distaccare da noi, in modo positivo ed utile.

 

La natura fa bene all’umore

Secondo la teoria della rigenerazione dell’attenzione (Stephen e Rachel Kaplan, Università del Michigan, U.S.A.), stare a contatto con la natura e vedere che cosa essa offre (come tramonti, torrenti e farfalle) riduce lo stress e la fatica mentale provocati dalla c.d. “Attenzione Diretta“, utilizzata durante il lavoro e la vita in città.

Stare a contatto con la natura offre stimoli, affascinanti ma non impegnativi, che favoriscono un tipo di concentrazione leggera e delicata che consente al nostro cervello di divagare, riposare e riprendersi dalla frenesia della vita di città.

L’attenzione diretta è la capacità di concentrare l’attenzione e di ignorare le distrazioni ed è fondamentale per trovare le soluzioni ai problemi e per eseguire i compiti richiesti.

Purtroppo, come avrai sperimentato anche tu qualche volta, la vita moderna richiede un uso eccessivo di questa risorsa.

Una volta esaurita, lo sforzo di concentrazione prolungato porta all’affaticamento mentale, alla perdita di efficacia e all’aumento di stress.

Oltre all’attenzione diretta, esiste anche un altro tipo di attenzione: l’attenzione involontaria.

Prestare attenzione agli stimoli di un ambiente naturale (ad esempio: alberi, corsi d’acqua, ombre delle montagne) è un’esperienza del tutto diversa da quella a cui è abituata la maggior parte della gente.

Infatti, al contrario dell’attenzione diretta, stare a contatto con la natura non richiede sforzi prolungati né un atto di volontà per evitare le distrazioni.

Questo genere di attenzione consente al cervello di non impegnarsi e di recuperare la capacità di attenzione diretta.

È un po’ come mandare la nostra mente in vacanza.

Noi, quando ci sentiamo stanchi o stressati, andiamo in vacanza per ricaricare le pile.

Ecco il motivo: ricarichiamo le pile perché permettiamo alla nostra mente di ricaricarsi, di ricaricare l’attenzione diretta.

 

L’impegno degli Stati

Alcuni Stati hanno implementato attività che permettono ai cittadini di stare a contatto con la natura.

In U.S.A., la pediatra Nooshin Razani addestra i suoi colleghi pediatri ad inserire, nelle loro prescrizioni per i bambini e le loro famiglie, le visite ai parchi per stare a contatto con la natura.

In Svizzera, nei pressi di Zurigo, nell’asilo tra i boschi di Langnau am Albia, i bambini trascorrono la maggior parte della giornata scolastica all’aperto. Imparano ad intagliare il legno, ad accendere un fuoco, a costruire le capanne e sviluppano le loro capacità esplorative. Secondo gli studi, ciò favorirebbe la fiducia in se stessi e lo spirito di indipendenza.

Nella Corea del Sud, che vanta un antico culto degli spiriti della natura e un detto, ancora oggi popolare, che recita: “Shin to bul ee“, ossia che il corpo e la terra sono una cosa sola, hanno istituito circa una trentina di parchi terapeutici ufficiali.

Pensa che l’università di Chungbuck offre anche un corso di studi “terapie boschive” che abbraccia argomenti che vanno  dalla meditazione prenatale nei boschi alle attività ricreative per i malati di cancro.

Inoltre, è stato anche istituito un “treno della felicità” che porta i bambini, vittime di bullismo, a fare un campeggio di due giorni nei boschi.

 

3 attività che puoi fare per riconnetterti con la natura

Adesso che hai compreso quanto è importante stare a contatto con la natura, quali benefici ti può portare e come ti sentirai ogni volta che sarai immerso in essa, voglio lasciarti qualche spunto per mettere in pratica tutto questo.

Ti invito a farti la seguente domanda: Quali sono le attività che svolgo giornalmente che posso fare stando a contatto con la natura?

A me, vengono in mente alcune idee:

  1. Se ami leggere, puoi andare in un parco vicino a casa, invece che stare sul divano.
  2. Se fai sport, e ti piace correre, invece di farlo sui marciapiedi, puoi fare lo stesso in una zona verde. 
  3. Infine, come piace fare a me, puoi semplicemente stare seduto a rilassarti e rigenerarti, guardando, ascoltando i suoni ed il silenzio e le sensazioni che tutto questo ti porta.

 

Conclusioni

In sostanza, gli studiosi ipotizzano che la natura agisca principalmente sulla riduzione dello stress.

Se, alla fine, queste teorie risultassero del tutto confermate, non spiegherebbe fino in fondo l’influenza della natura sul cervello umano. Qualcosa di misterioso rimarrebbe lo stesso e, forse, è giusto che sia così.

Slayer afferma un concetto che mi trova pienamente d’accordo: “In fondo, noi cerchiamo il contatto con la natura perché ci fa stare bene, non perché la scienza dice che ha un effetto su di noi.

Oggi la gente sottovaluta i benefici di un maggiore contatto con la natura, non pensa che possa essere motivo di felicità. Invece, attribuisce questo potere allo shopping o alla TV.

Eppure, noi esseri umani ci siamo evoluti nella natura ed è strano che adesso ne siamo così distanti.

Quello che possiamo fare è vedere, sentire e percepire gli effetti che la natura ha su di noi.

Ogni volta che ci è possibile.

 

Fonte: National Geographic, Gennaio 2016

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